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Latte: su 80 allevamenti, 36 sono in perdita. Un decalogo per la gestione della stalla

Latte: su 80 allevamenti, 36 sono in perdita. Un decalogo per la gestione della stalla

Sono 80 gli allevamenti utilizzati come campione dal Sata (Servizio di assistenza tecnica agli allevamenti) per il progetto economia, al fine di mettere in luce i punti chiave della gestione economica della stalla che devono essere migliorati. Michele Campiotti del Sata sottolinea che l’innovazione in campo e in stalla è fondamentale, ma può rivelarsi non decisiva se insieme non avviene un miglioramento della capacità di gestione dell’azienda.

Aziende da 50 a 500 vacche

Il campione analizzato dal Sata è costituito da aziende che allevano da 50 a 500 vacche con produzioni di latte da 50 a 120 hl di latte venduto per vacca all’anno. Nel 2013, anno di riferimento dell’indagine, a un aumento del prezzo del latte (al lordo di iva e premi) di circa 1 euro, è corrisposto un aumento dei costi superiore ai 2 euro. Alimenti acquistati, manodopera e affitti sono i principali responsabili dell’aumento dei costi di produzione.

I costi di produzione del latte sono in aumento.

Aumentano i costi di produzione del latte.

Le entrate riescono a coprire i costi?

Viene da chiedersi: le entrate sono state sufficienti a pagare i costi e a remunerare i beni apportati dall’imprenditore? Per 100 litri di latte l’azienda media ricava 47,10 euro e riesce ad avere altri 12,54 euro da altre entrate, arrivando a una plv complessiva di 59,64 euro per 100 litri di latte. I costi di produzione totali, compresa la manodopera familiare, raggiungono i 50,64 euro per 100 litri di latte, facendo rimanere 9 euro per la remunerazione. Dunque l’azienda media ha chiuso il bilancio sostanzialmente in parità.

E l’utile netto come va?

Cosa è successo all’utile netto totale, che è il tornaconto finale dell’imprenditore dopo aver remunerato manodopera familiare, interessi sul capitale agrario e sul beneficio fondiario? Su 80 allevamenti, 36 chiudono in negativo il bilancio. Tra il minimo e il massimo dell’utile netto la differenza arriva a 2872 euro, quindi il divario attribuibile all’efficienza e alla buona gestione va da +1000 a –1000 euro. L’azienda più efficiente avrebbe un utile netto pari a zero con il prezzo del latte a 38,9 euro per 100 litri, mentre l’azienda peggiore raggiungerebbe un utile netto di zero con il prezzo del latte a 70,7 euro per 100 litri. Dunque il valore di una buona gestione della stalla può arrivare a 20-30 euro per 100 litri di latte!

La buona gestione della stalla è fondamentale per non avere un allevamento in perdita.

La buona gestione della stalla è fondamentale per non avere un allevamento in perdita.

Le dieci domande di Campiotti all’allevatore

Queste dieci domande servono per capire dove si può migliorare nella gestione della stalla.

  1. Fai un bilancio regolarmente?
  2. Lo utilizzi?
  3. Utilizzi il bilancio dell’anno precedente per fare un bilancio preventivo dell’anno in corso?
  4. Valuti la gestione aziendale e gli investimenti a partire dalle informazioni del bilancio preventivo?
  5. Correggi le spese dell’anno in corso a partire da questi dati?
  6. Sai in anticipo quanto puoi spendere in mangimi e integratori?
  7. Conosci il punto di pareggio di un nuovo investimento?
  8. Sai valutare se la tua manodopera è efficiente?
  9. Sai il prezzo minimo del latte a cui puoi produrre con i costi di oggi?
  10. Riesci a valutare a partire da queste informazioni i punti di forza e di debolezza, opportunità e pericoli per il futuro della tua azienda?

La possibilità di competere sul mercato e di continuare ad allevare vacche da latte è racchiuso, dice Campiotti, nel coraggio dell’allevatore a rispondere a queste domande e a intraprendere un nuovo cammino.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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