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L’erba medica si conferma regina delle foraggere

L’erba medica si conferma regina delle foraggere

Cinque anni di medicaio in collina asciutta del centro Italia assicurano una redditività pari a 387 euro/ha (esclusi i pagamenti diretti della Pac), che nella pianura irrigua sale a 396 euro/ha (sempre esclusa la Pac). «Si tratta di una redditività superiore ai cereali a paglia e alle oleaginose – afferma l’agronomo Angelo Frascarelli – quindi esorto gli agricoltori a prendere in seria considerazione l’erba medica nei loro piani colturali».

Com’è andato il mercato dell’erba medica negli ultimi anni

Ma il mercato del fieno di medica è assai altalenante e tiene con il fiato sospeso chi punta sulla medica. «Come sempre occorre analizzare le cose nel medio periodo», commenta Frascarelli. «La maggiore criticità degli ultimi anni si è avuta nel 2015, quando il prezzo dell’erba medica è sceso sotto 100 euro/tonnellata. Ma nell’anno precedente, il 2014, il prezzo fu uno dei più elevati, con 146 euro/t. Dopo il 2015 il mercato ha segnato una forte ripresa, soprattutto nel 2017, e nel primo trimestre del 2019 i prezzi si sono mantenuti in linea con quelli del 2018, cioè attorno a 148 euro/tonnellata».

Sulla rivista Terra e Vita, Frascarelli ha riportato una dettagliata analisi del conto economico dell’erba medica nei due scenari produttivi sopraindicati, che riassumiamo.

Coltivazione in collina asciutta del centro Italia

Il piano di coltivazione nell’area del centro Italia nell’arco dei cinque anni prevede nei primi tre la produzione di fieno e negli ultimi due la produzione di medica da seme. Prendendo a riferimento un prezzo medio di 105 euro/tonnellata (media di mercato degli ultimi dieci anni), che è molto prudenziale, vediamo i ricavi:

  • Primo anno: 255 euro/ha, molto basso a causa della bassa produzione di fieno con un solo taglio.
  • Secondo e terzo anno: 994 euro/ha quando si raggiunge la massima produzione di fieno.
  • Quarto e quinto anno: 1048 euro/ha quando si abbassa la produzione di fieno ma c’è l’alto valore aggiunto della produzione da seme.

Ed ecco come variano i costi:

  • Nel primo anno anno il costo è pari a 146 euro/ha con un solo taglio.
  • Nel secondo e terzo anno i tagli sono tre e il costo sale a 527 euro/ha
  • Nel quarto e quinto anno si produce fieno e seme e il costo diminuisce a 356 euro/t.

Dunque a parte il primo anno, quando si ha un risultato economico negativo a causa della scarsa produzione ferma a un solo taglio, negli altri quattro anni si guadagna, arrivando a una redditività media del quinquennio pari a 387 euro/ha.

Coltivazione in pianura irrigua

Negli ambienti della pianura irrigua la produzione aumenta, attestandosi in media tra le 10 e le 11 tonnellate di fieno a ettaro per un medicaio di cinque anni sul quale si fanno cinque sfalci all’anno tranne che al primo anno.

  • Nel primo anno il ricavo è il più basso e pari a 1230 euro/ha a causa della produzione inferiore del medicaio.
  • Nel secondo e terzo anno il ricavo è massimo e pari a 1347 euro/ha sfruttando la massima produttività dei cinque sfalci.
  • Nel quarto e quinto anno la produzione torna leggermente a diminuire e il ricavo è di 1225 euro/ha.

Per quanto riguarda la variazione dei costi, in questo contesto produttivo si deve considerare il costo dell’irrigazione pari mediamente a 50 euro/ha/anno.

  • Nel primo anno il medicaio costa 656 euro/ha, dato che gli sfalci si fermano a quattro.
  • Nel secondo e terzo anno il costo sale a 771 euro/ha in corrispondenza della massima produttività del medicaio.
  • Nel quarto e quinto anno il costo scende a 747 euro/ha.

Dunque anche in questo caso, a parte il primo anno dove si rileva una perdita di 129 euro/ha, la redditività del medicaio è positiva e nella media quinquennale è pari a 396 euro/ha, leggermente superiore alla situazione della collina asciutta.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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