Seminativi, gli agricoltori cominciano ad apprezzare le mappe di raccolta (e le chiedono ai contoterzisti)

Dopo anni di convegni, articoli e interviste, finalmente l’agricoltura di precisione comincia a convincere e a farsi appezzare anche dagli agricoltori che fanno seminativi, dopo avere conquistato da anni coloro che operano nel vigneto.

Un progetto globale per cambiare il modo di fare agricoltura

Abbiamo sempre detto che “precisione” non vuol dire andare dritto con il trattore e basta. Si tratta infatti di un vero e proprio progetto, che deve cambiare il modo di gestire la terra e le colture. Tutto deve partire dalla conoscenza del campo con le mappe del suolo, che fanno individuare esattamente come varia punto per punto la tessitura del terreno, cioè dove c’è limo, argilla, sabbia o scheletro, indicando anche altri parametri con l’analisi chimica di campioni scelti con criteri diversi da quelli classici.

Le mappe di raccolta devono essere ben gestite e utilizzate

Fondamentali sono anche le mappe di raccolta che mietitrebbia e trincia realizzano mentre raccolgono i prodotti. Ormai molti contoterzisti hanno già installate in cabina le attrezzature elettroniche per effettuare le mappe, ma sono ancora pochi coloro che le utilizzano come servizio da offrire al cliente. Come mai? Perché una volta che il contoterzista ha fatto la mappa di raccolta, se si limita a consegnarla al cliente così com’è, non serve a nulla. La mappa e i suoi dati vanno interpretati in chiave agronomica per capire gli errori che sono stati commessi, oppure le anomalie insite nei terreni, o ancora fenomeni estemporanei che sono capitati nel corso del ciclo vegetativo delle colture. Ma servono anche per capire meglio come mai in quel punto dell’appezzamento produco di più e in quell’altro produco di meno. E soprattutto per decidere, l’anno successivo, quanto seme o concime distribuire e in quali punti, con dosi variabili a seconda delle potenzialità del suolo e delle colture.

Un contoterzista illuminato e da sempre innovatore

La ditta Speziali di Roncoferraro (Mantova), condotta da Antenore e Marco, è una delle imprese contoterzi più importanti e innovative d’Italia e da un paio d’anni Marco ha voluto assumere un giovane agronomo, Bruno Agazzani, proprio per affiancare gli agricoltori nella comprensione e nella diffusione delle nuove tecniche agronomiche. Minima lavorazione, sodo, cover crops, ma anche agricoltura di precisione e utilizzo delle dosi variabili di seme e concime. Si tratta di una mossa strategica e decisiva per progredire che altre imprese contoterzi dovrebbero attuare, perché solo così si possono incrementare i redditi dei clienti e quindi anche i propri.

Nell’intervista qui sopra, in apertura dell’articolo, Bruno Agazzani testimonia l’esperienza di quest’anno a proposito di mappe di raccolta.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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