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Tenuta di Corte, seminativi di qualità per produrre suini di pregio

Tenuta di Corte, seminativi di qualità per produrre suini di pregio

Si trova a Borgo San Lorenzo (Firenze), fa parte delle fattorie di proprietà dei Marchesi de Frescobaldi ed è diretta da Filippo Lascialfari, molto attento allo sviluppo tecnologico e al continuo miglioramento della redditività, basandosi sulla filiera chiusa. Stiamo parlando dell’azienda agricola Tenuta di Corte: trecento ettari di seminativi, 4000 suini destinati al circuito di importanti prodotti Dop della Toscana e una rotazione già impostata per la campagna 2014-2015, anno di esordio per la nuova Pac, sul pisello, il grano e il mais.

Filippo Lascialfari dirige la Tenuta di Corte, azienda dei Marchesi de Frescobaldi a Borgo San Lorenzo (FI).

Filippo Lascialfari dirige la Tenuta di Corte, azienda dei Marchesi de Frescobaldi a Borgo San Lorenzo (FI).

«In questa azienda, anche se ci chiamiamo Frescobaldi – racconta Filippo Lascialfari – produciamo soprattutto seminativi e le colture sono tutte in funzione dell’allevamento, perché puntiamo all’eccellenza di una carne pregiata avendo sotto controllo tutta la filiera produttiva, dalla lavorazione del terreno alla raccolta, dallo stoccaggio alla macinazione per la preparazione degli alimenti per i suini. L’unico prodotto acquistato all’esterno è la farina di estrazione di soia, ma nella prossima campagna seminerò il pisello proprio per sostituire la soia. La garanzia che il nostro marchio offre a chi acquista è basata su una filiera interna e autocertificata, che è un biglietto da visita molto importante».

La Tenuta di Corte, con pregevoli edifici d’epoca destinati a incontri e ricevimenti, ha pochi ettari a vigneto, mentre la maggior parte degli appezzamenti sono a seminativo.

La Tenuta di Corte, con pregevoli edifici d’epoca destinati a incontri e ricevimenti, ha pochi ettari a vigneto, mentre la maggior parte degli appezzamenti sono a seminativo.

Tutto il mais prodotto viene destinato all’alimentazione dei suini. Il prossimo anno Lascialfari ha intenzione di provare l’irrigazione con ala gocciolante abbinata alla lavorazione a strip till.

Tutto il mais prodotto viene destinato all’alimentazione dei suini. Il prossimo anno Lascialfari ha intenzione di provare l’irrigazione con ala gocciolante abbinata alla lavorazione a strip till.

Il piano di semina per il 2015

Dunque le idee sono già chiare per le prossime semine?

«Con il pisello punto su una pianta miglioratrice, alla quale faccio seguire la semina del frumento su sodo e successivamente rocca al mais, dopo una lavorazione più profonda. Nella nostra azienda si va dal medio impasto a terreni con oltre il 40% di argilla d altri con il 70% di sabbia, quindi, a seconda della tipologia e della coltura da seminare, adottiamo diversi sistemi di lavorazione; anche se, dove è possibile, puntiamo sulle minime lavorazioni e sul sodo».

Lei ha scelto la seminatrice Kverneland Accord DA, quali sono le motivazioni principali?

«Innanzitutto perché ho trovato una macchina molto bilanciata come peso in rapporto alla capacità di lavoro, semplice da usare e con un basso assorbimento di potenza da parte degli organi di preparazione del terreno, grazie alla particolare disposizione dei coltelli. Con questa macchina posso seminare con estrema precisione sia su terreni ricoperti da residui colturali, sia su terreno lavorato».

La seminatrice Accord DA scelta da Lascalfari per l’elevata capacità di lavoro, semplicità d’uso e precisione di semina in diverse condizioni di suolo, con basso assorbimento di potenza.

La seminatrice Accord DA scelta da Lascalfari per l’elevata capacità di lavoro, semplicità d’uso e precisione di semina in diverse condizioni di suolo, con basso assorbimento di potenza.

Il segreto è nella banda trisettimanale

Qual è il segreto per allevare un suino italiano di alta qualità come i vostri?

«Al primo posto metto la genetica, che è nostra e viene migliorata con il seme Suisem. Poi il ciclo chiuso a banda trisettimanale. Si tratta di un termine tecnico che significa accorpare le tre operazioni principali, che sono fecondazione, parti e svezzamenti. Concentrandosi su ognuna di queste operazioni, ad esempio, in tre giorni fecondiamo 25 scrofe. La mostra media è di 27 suini svezzati per scrofa all’anno. Nella settimana dedicata ai parti abbiamo 20 scrofe partorienti e in un’altra settimana svezziamo 230 suini e facciamo solo quello. Grazie a questo metodo, nel nostro allevamento riusciamo a ottenere animali molto omogenei e inoltre possiamo attuare con più semplicità il vuoto sanitario. Ogni tre settimane carichiamo un autotreno con 135 suini destinati per lo più ad un macellatore della Toscana e ad altri clienti, piccoli allevatori e piccole macellerie».

Nella Tenuta di Corte vengono allevati 4000 suini destinati al circuito dei prodotti Dop della Toscana.

Nella Tenuta di Corte vengono allevati 4000 suini destinati al circuito dei prodotti Dop della Toscana.

Molti progetti dietro l’angolo

La Tenuta di Corte è un’azienda di successo e molto dinamica: cosa c’è dietro l’angolo?

«I nostri progetti futuri prevedono un piccolo impianto di biogas da 99 Kw, alimentato esclusivamente dai liquami dei suini e dalla sansa del frantoio aziendale; il raddoppio del carico aziendale, arrivando a 300 scrofe e 8000 suini; e sul fronte agronomico l’installazione di sistemi di irrigazione come l’ala gocciolante per cercare di aumentare le rese del mais. Crediamo molto nell’innovazione tecnologica e quindi saremo sempre più impegnati sul fronte agronomico per poter garantire sempre ai nostri animali prodotti di esclusiva origine aziendale».

Nella tenuta è aperto al pubblico uno spaccio aziendale di prodotti tipici toscani di produzione aziendale.

Nella tenuta è aperto al pubblico uno spaccio aziendale di prodotti tipici toscani di produzione aziendale.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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