Terreni argillosi e infestati: ecco come il Qualidisc riesce a preparare il letto di semina

Terreni argillosi e infestati: ecco come il Qualidisc riesce a preparare il letto di semina

L’erpice a dischi Qualidisc di Kverneland ha sfidato gli “aratori” più convinti su un terreno “impossibile” in provincia di Rovigo. La prova è stata eseguita da Matteo Lavezzo, contoterzista di Trecenta, che attaccato il Qualidisc 3000 a un potente Challenger.

Matteo Lavezzo, il contoterzista di Trecenta (Rovigo) che ha effettuato la prova con l’erpice Kverneland Qualidisc 3000.

Ecco come si presentava il terreno dove Lavezzo ha fatto lavorare il Qualidisc.

Il Qualidisc in azione trainato dal Challenger. Velocità di lavoro attorno agli 11 km/ora.

Racconta Lavezzo: «Non mi aspettavo che questo attrezzo, che ho visto lavorare nei giorni scorsi sulla senape nell’azienda di Piergiovanni Saltarin a Canda (vedi reportage), riuscisse a cavarsela così bene su un terreno molto infestato di malerbe, molto irregolare e con ormaie e soprattutto argilloso e tenace. Era la prima volta che usavo l’attrezzo, quindi è stato necessario fare qualche giro di prova per regolarlo al meglio, ma con l’assetto giusto e una velocità di 10-11 km/ora, il Qualidisc riesce a lavorare bene alla giusta profondità, anche su un terreno così malmesso, e con una seconda passata tra un paio di giorni il letto di semina sarà pronto per il mais».

Ecco il video del passaggio:

Il risultato dopo un solo passaggio di Qualidisc è davvero molto buono, tenendo conto che le infestanti non erano ancora state disattivate dal Roundup. Servirà un secondo passaggio, su terreno più asciutto, per l’affinamento definitivo prima della semina del mais.

Il prezzo del Kverneland Qualidisc oggetto di queste prove oscilla da 17.500 a 19.000 euro a seconda degli accessori (per maggiori dettagli tecnici, leggi la scheda prodotto). Dato che sul prezzo dei cereali non c’è da aspettarsi rialzi significativi, è opportuno che gli agricoltori si mettano davvero a fare i conti e utilizzino quindi con più decisione le nuove tecnologie per le lavorazioni al posto dell’aratura, ottenendo un notevole risparmio di tempi e di costi. Provare per credere, come ha fatto Matteo Lavezzo.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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