Roberto Bartolini20 Settembre 20235min34471

Grano duro, ottima annata solo per chi ha applicato le buone tecniche

grano-duro

I lamenti degli agricoltori non mancano, perché nel Mezzogiorno quest’anno la media di produzione del grano duro è stata di 20 ql/ha e con qualità scadente della granella. Ma se si approfondisce un po’ la questione, ancora una volta emerge il fatto che le scarse produzioni non si devono solo all’andamento stagionale, ma anche a scelte errate da parte degli agricoltori. In un interessante e istruttivo reportage pubblicato su Terra e Vita, due agricoltori foggiani hanno dimostrato ai colleghi che, applicando i corretti percorsi agronomici, anche nel 2023 si poteva produrre bene.

60 quintali/ettaro con due trattamenti

Franchino Zannella di Candela (Foggia) su 50 ettari coltiva grano duro in successione a trifoglio, favino e cece, e ha ottenuto una resa media di 33 ql/ha con punte di 40 ql/ha con la varietà Claudio. Come ha fatto? Ha effettuato il trattamento fungicida, anche se ammette di avere sbagliato il periodo, perché lo ha anticipato all’8 aprile quando invece, se avesse aspettato una settimana, avrebbe avuto un miglior effetto sulla foglia a bandiera più sviluppata.

«Con la varietà Claudio, due miei cugini su metà superficie e con un solo trattamento fungicida hanno prodotto 30 ql/ha, mentre sull’altra metà hanno effettuato due trattamenti e hanno prodotto 60 ql/ha», racconta Zannella. «Qui tutti si lamentano, ma diciamo la verità: molti agricoltori trascurano i trattamenti fungicidi oppure li effettuano sbagliando la tempistica, per esempio insieme al diserbo primaverile che viene effettuato a metà-fine marzo, quando la foglia a bandiera non è dispiegata e quindi il prodotto non fa effetto».

Il trattamento fungicida non va effettuato a marzo, quando la foglia a bandiera non è dispiegata.

 

Quest’anno gli attacchi di septoria sono stati devastanti a causa della forte umidità tra aprile e giugno, che ha portato al disseccamento della foglia a bandiera con perdite di produzione del 50%. Dunque il trattamento fungicida è indispensabile e va effettuato intorno alla metà di aprile.

Ai trattamenti fuingicidi e alla mirata scelta varietale, Zanella aggiunge l’applicazione della semina su sodo, che gli permette di risparmiare almeno 200 euro/ha sui costi. L’agricoltore foggiano mantiene tutta la paglia sul terreno, a ottobre la stende con lo strigliatore e sul tappeto pacciamante semina la coltura in successione.

Trattamento fungicida a metà aprile

Gerardo Donofrio, agricoltore della provincia di Foggia, ha raccolto in media 50 ql/ha di grano duro con punte di 68 ql/ha. Fortunato? No: la chiave vincente è stato ancora una volta il trattamento fungicida, effettuato al momento giusto il 14-15 aprile insieme al diserbo, dopo avere seguito attentamente l’andamento meteo e le previsioni.

«Il diserbo va fatto quando il grano tocca sotto il trattore, cioè in piena levata», dice Donofrio. «Invece molti agricoltori lo effettuano a marzo, quando la pianta non è pronta, e sbagliano due volte quando poi in questo periodo troppo anticipato aggiungono anche il fungicida». Ecco dove sono gli errori tecnici non ammessi dagli agricoltori che poi si lamentano per le scarse rese! Non parliamo poi di quelli che, avendo atteso troppo, a causa delle piogge non hanno potuto effettuare alcun trattamento.

I concimi fogliari sono utili

Anche Donofrio sottolinea l’importanza dei concimi fogliari: «In miscela con diserbante e fungicida ho aggiunto un concime fogliare che sostiene la pianta di grano duro ed evita che assuma il tipico giallume indotto dall’azione del diserbante, e così la foglia a bandiera può continuare l’azione di fotosintesi».

Facciamo due conti. Donofrio ha venduto il grano da seme a 47 euro/ql con una PLV di 2350 euro/ha. Il costo di coltivazione è stato di 1000 euro/ha, quindi fate voi: il frumento duro è andato bene o no?

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Un commento

  • Gabriele

    21 Settembre 2023 at 9:11 am

    A mio parere ha speso di più di 1000 € ettaro

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