Roberto Bartolini22 Settembre 20233min100131

Pac e BCAA7, la coltura secondaria deve essere raccolta?

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«Fonti ministeriali, a livello informale, indicano che la coltura secondaria debba completare il ciclo produttivo dimostrandolo con la raccolta di un frutto, ma questo dovrà essere chiarito». Così scrive Angelo Frascarelli sul n. 28 di Terra e Vita, rimettendo in gioco una questione che sembrava già chiara, poiché il decreto ministeriale n. 147385 del 9 marzo 2023 e la circolare Agea n. 64177 del 30 agosto 2023 ammettono la semina di una coltura secondaria che rimanga in campo almeno 90 giorni e che completi il suo ciclo produttivo, senza citare che debba essere raccolta.

Obbligo di rotazione sulla singola parcella

Come è noto, la BCAA 7 della Pac 2023-2027 obbliga una rotazione con un cambio di coltura almeno una volta all’anno a livello di parcella iscritta alla domanda Pac. Il cambio di coltura significa cambio di genere botanico, quindi per esempio la successione mais-mais o grano-grano non rispetta la BCAA7.

La possibilità di seminare una coltura secondaria è l’asso nella manica per poter riseminare mais l’anno successivo sulla stessa parcella, ma se verrà introdotto, come pare, l’obbligo di raccolta della coltura secondaria, colture come per esempio senape o rafano sono fuori dai giochi.

Un ripensamento da chiarire

Il ripensamento in atto al Ministero non può che lasciare sconcertati, dal momento che metterà ancora più in difficoltà la coltura del mais, che è una di quelle meno sostenute dalla nuova Pac. Qual è la ragione? Ce lo dovranno chiarire.

Non c’è dubbio che per l’allevatore da latte le successioni loietto-mais, mais precoce-sorgo da trinciato in secondo raccolto o la semina di miscugli foraggeri invernali tra una coltura di mais e quella successiva rende la pillola meno amara, così come per l’allevatore da carne, che potrebbe puntare su un cereale foraggero invernale al quale fa seguire mais in primavera. Ma per i suinicoltori, il ventilato obbligo di raccolta della coltura secondaria è una vera mannaia che probabilmente li costringerà a rinunciare in toto alla Pac.

Non ci resta che attendere le decisioni e i documenti ufficiali del Ministero, che speriamo arrivino il prima possibile, perché gli agricoltori debbono fare i piani colturali e non possono attendere le lungaggini della burocrazia ministeriale.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Un commento

  • Andrea Stopponi

    26 Settembre 2023 at 5:54 pm

    Buonasera rappresento un’azienda del trevigiano essendo zootecnica con impianto di biogas ho necessità di poter produrre più possibile insilato di mais. Azienda aderisce alla misura BCAA7
    Il piano colturale 2023/2024/2025 prevede le seguenti rotazioni
    anno 2023 Frumento-mais 2 raccolto
    anno 2024 Soia
    anno 2025 Mais
    Si potrebbe dopo un mais di 2 raccolta seminare una coltura secondaria foraggera invernale da ottobre a fine aprile inizio marzo per la semina del mais?
    La rotazione devo considerare il 2023 oppure parte campagna 2023-2024.

    Grazie
    Distinti saluti

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