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Erba medica di alta qualità con un cantiere all’avanguardia: il progetto di Agrievo

Sebastiano Bongiovanni e Giampiero Aroldi di Agrievo a Casalmaggiore (Cremona) si sono sempre distinti per essere agricoltori e contoterzisti innovatori, sul fronte agronomico e della meccanizzazione, con un dinamismo decisionale che cerca di anticipare sempre le esigenze del mercato. «Su qualsiasi progetto innovativo – dice Bongiovanni – se si parte per tempo si ha sempre un margine di vantaggio sugli altri che seguono. La nostra filosofia aziendale è sempre stata quella della diversificazione delle attività puntando sulla massima professionalità possibile e sulle alte tecnologie. È stato così con l’adozione delle attrezzature Kverneland per la minima lavorazione del terreno e per lo strip-till, anche abbinato alla distribuzione del digestato e alla semina contemporanea, con i sistemi satellitari, con le barre di semina e con le seminatrici da sodo, lo spandiconcime GEOSPREAD, la botte del diserbo e tante altre macchine sempre targate Kverneland. Ora tocca alle foraggere».

Come si concretizza il nuovo progetto sulle foraggere? Ce lo spiega lo stesso Bongiovanni: «Siamo partiti tre anni fa con l’idea di diminuire il nostro impegno sul pomodoro per puntare a diversificare con l’erba medica e abbiamo studiato e testato questa coltura sotto l’aspetto agronomico e del mercato. Ci siamo resi conto che c’è una buona domanda da parte di molte stalle di erba medica di alta qualità. Non c’è dubbio che ci sia tanto prodotto in giro, ma quello di alta qualità è raro e assai ricercato. Quindi da quest’anno abbiamo messo a medica un centinaio di ettari, tra la nostra terra e quella di alcuni nostri clienti, e soprattutto ci siamo attrezzati con un cantiere targato Vicon – falciatrice, voltafieno, andanatore e rotoimballatrice di altissima tecnologia – che ci assicura massima resa e massimo rispetto della qualità di quello che andremo a raccogliere».

Falciatrice Vicon 632 FR anteriore abbinata alla nuovissima 732 posteriore con condizionatore a rulli Chevron e sistema di sospensione QuattroLink. Come una macchina da corsa si ha una costante motricità a terra su tutta la larghezza di taglio. La reattività che le quattro braccia assicurano alla barra incrementa la produttività in qualsiasi condizione di terreno.
Voltafieno Fanex 764. I denti Fanex Super-C lavorano perfettamente anche grazie alla particolare inclinazione a cui sono fissati sui rotori, lasciando in campo un prodotto distribuito in modo arioso e omogeneo, accelerando cosi il processo di essiccazione per poter imballare e/o trinciare in perfetto tempo.
Andanatore Vicon Andex 844 con larghezza di lavoro sino a 8,40 metri e adattamento tridimensionale al terreno TerraLink Quattro, un fattore importantissimo per evitare che l’andana si sporchi, un rischio sempre presente soprattutto nei campi irregolari. Inoltre è assolutamente esente da manutenzione e usura.
Rotoimballatrice Vicon 6716 con il nuovo sistema Intelligent Density 3D, grazie al quale sono disponibili tre opzioni preconfigurate di densità della balla, selezionabili dal menu del computer di controllo. In questo modo variare il tipo di selezione sarà più semplice e sicuro, limitando il rischio di possibili errori. L’AutoFeed control, tramite sensori, rileva i dati necessari per far spostare la rotopressa a destra o a sinistra al posto dell’operatore.

Ma il cantiere non finisce qui: «Nel nostro centro aziendale – annuncia Bongiovanni – tra pochi giorni verrà installato un impianto di essiccazione, perché non ci fermiamo alla coltivazione e alla raccolta ma vogliamo valorizzare al massimo l’erba medica raccolta. Dotati di questo impianto, in futuro potremo pensare di dedicarci anche ad altre foraggere oltre la medica».

Il mondo corre veloce, anche quello agricolo, e per reggere bene sui conti occorre essere pronti a cambiare strategia rapidamente e adattarsi con professionalità e impegno a diversificare, per cogliere le tantissime opportunità che proprio un mercato dinamico offre a tutti.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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