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Il drone contadino per combattere la piralide

Il drone contadino per combattere la piralide

La piralide è uno dei nemici storici del mais e l’agricoltore, soprattutto nelle zone dove la pressione dell’insetto è notevole e quindi si prevedono danni ingenti alle spighe e alle piante, la combatte chiamando i contoterzisti per il classico trattamento con i trampoli.

Con i trampoli non sempre si è tempestivi

Rispetto agli ettari di mais da trattare – tutti in un lasso di tempo alquanto ristretto – il numero dei trampoli è spesso insufficiente per assicurare a tutte le aziende la necessaria tempestività di intervento. Così in molti casi il trattamento viene effettuato “fuori tempo utile” e l’agricoltore spende soldi, ma i danni si presentano ugualmente.

Ma oggi il problema si può superare grazie alla possibilità di effettuare il trattamento alla piralide nel periodo più giusto in base all’infestazione presente grazie all’uso del “drone contadino”.

500 ettari di mais trattati coi droni nel 2015

Quest’anno tra Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte sono stati trattati circa 500 ettari di mais contro la piralide utilizzando il drone della società Adron Technology.

Questo drone sorvola il campo di mais a una velocità di 40 km/h e, grazie al gps di cui è dotato e a un avanzato software, rilascia ovetti di cellulosa contenenti uova di Trichogramma, un imenottero che parassitizza la piralide.

Come funziona il drone in campo

Il drone, pilotato dall’operatore tramite un apposito software e un hardware di controllo, sorvola il campo preso in considerazione a un’altezza di 20 metri circa, compiendo dei corridoi con distanza di 10 metri l’uno dall’altro. Le palline di cellulosa vengono poi scaricate automaticamente ogni 10 metri con assoluta precisione.

Il distributore del Trichogramma è gestito da un microcontrollore e da un’antenna gps per lo sgancio automatico. Ha un’efficienza di 10 ha/ora a una velocità di 8 m/s, mentre la capacità del serbatoio è di 500 ovuli (utili per 5 ettari).

Ecco il drone provvisto del contenitore delle capsule di Trichogramma pronto per il volo sul campo di mais.

Ecco il drone provvisto del contenitore delle capsule di Trichogramma pronto per il volo sul campo di mais.

Tra le dotazioni, il distributore ha una funzione start/stop con possibilità di avviamento automatico al raggiungimento della quota prefissata e una serie di sistemi di verifica dell’attività svolta.

Che cosa si distribuisce contro la piralide

Nello specifico del prodotto sganciato a terra, il Trichogramma brassicae contenuto negli ovuli è un imenottero parassitoide che da adulto misura 0,4-0,5 mm. Il suo ciclo vitale arriva fino a 10 generazioni all’anno (10-20 giorni da uovo ad adulto).

Tale prodotto è disponibile in capsule, delle dimensioni di circa 2 cm, contenenti 185.000 femmine in diversi stadi di maturazione, da cui usciranno quindi gli adulti in diverse ondate successive, a cadenza di circa 3-4 giorni, per un periodo di circa 21 giorni.

È anche fondamentale un’attività di monitoraggio dei voli, tramite delle apposite “trappole a feromoni” (una trappola copre 4-6 ha, 20 trappole 100 ha; 70-100 trappole 1.000 ha).

Quanto costa

Le capsule che contengono il Trichogramma parassita della piralide del mais.

Le capsule che contengono il Trichogramma parassita della piralide del mais.

I costi sono equivalenti a quelli per i metodi tradizionali, ma a impatto ambientale zero. Per acquistare un esemplare di drone, full optional, la spesa è di poco inferiore ai 20 mila euro. Per utilizzarlo è però necessario essere in possesso di un patentino.

I principali vantaggi sono di sicuro interesse, a partire dall’assenza di impatto ambientale e di danni alla coltura, per arrivare all’applicazione anche in condizione meteo sfavorevoli (come nel caso di deboli piogge), nonché alla possibilità di utilizzo anche in aree collinari e alla velocità di applicazione e distribuzione tramite gps.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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