Spandiconcime Kverneland

Il pronostico del contoterzista: “Fra due anni l’agricoltura di precisione sarà chiesta sempre di più”

Il pronostico del contoterzista: “Fra due anni l’agricoltura di precisione sarà chiesta sempre di più”

«Dalla campagna scorsa abbiamo iniziato a fare le mappe di raccolta per alcuni nostri clienti e ci siamo dotati di uno spandiconcime innovativo come l’Exacta GEOspread TL di Kverneland, munito di satellitare, per lavorare sempre con la massima accuratezza e iniziare a programmare le concimazioni a dose variabile. Abbiamo dunque imboccato la strada “della precisione” e, anche se gli agricoltori mostrano ancora parecchie perplessità, siamo convinti che sia il percorso giusto da fare per offrire sempre più servizi qualificati alla nostra clientela». Nicola Garavelli, insieme al fratello Egidio, gestisce una impresa di contoterzismo a Castelnuovo del Zappa in provincia di Cremona, tra le più grandi e innovative d’Italia, con un parco di trenta trattori, sette mietitrebbie, sette falciatrinciacaricatrici e una moltitudine di attrezzature per lavorazione terreno, semina, diserbo e trattamenti insetticidi.

Nicola Garavelli davanti al Kultistrip di Kverneland a otto file acquistato lo scorso anno e che ha già lavorato ottimamente sul mais di secondo raccolto.

Kultistrip vincente sui secondi raccolti su terreni secchi

«La nostra filosofia di lavoro è sempre stata quella di offrire alle aziende agricole un servizio professionale e qualificato – spiega Garavelli – puntando sull’innovazione tecnologica. E dato che bisogna sempre guardare avanti, per la preparazione del terreno siamo i primi in zona ad avere acquistato un’attrezzatura per lo strip-till, il Kultistrip di Kverneland, che lo scorso anno abbiamo provato sui secondi raccolti di mais, dopo frumento. Se vi ricordate la siccità della scorsa estate, vi potete immaginare com’era secco e duro il terreno coperto dai residui del frumento appena raccolto. Ci siamo detti: è inutile fare le lavorazioni ordinarie, mettiamo alla prova il Kultistrip. L’attrezzo ha lavorato perfettamente la striscia di terreno destinata alla successiva semina e in pochi giorni il mais è nato perfettamente. Davvero un attrezzo fantastico!»

Dunque nel 2018 diffonderete lo strip-till nel cremonese?

«Certamente! Quest’anno abbiamo fatto circa 150 ettari, ma questo nuovo sistema di lavorazione molto rapida ed efficace in un solo passaggio, soprattutto sui secondi raccolti a nostro avviso avrà un grande futuro. Occorre però avere un’accortezza: non stancarsi mai di regolare la macchina e tutti i suoi cinque organi di lavoro, ogni volta che si entra in un’azienda diversa. Mai entrare in un nuovo appezzamento senza aver fatto prima una prova di lavorazione su alcuni metri, così da poter sistemare al meglio l’assetto del Kultistrip».

Il boom dell’agricoltura di precisione

Garavelli, come vede lo sviluppo dell’agricoltura di precisione?

«Come dicevo, nel 2017 abbiamo mappato la raccolta su circa 2000 ettari di mais ma è stato fatto di nostra spontanea volontà, perché ci crediamo, dato che l’agricoltore le mappe non le chiede. Ma quando mostriamo al nostro cliente la mappa di raccolta dove i diversi colori indicano le differenze significative di resa da un punto all’altro dello stesso appezzamento, vediamo che mostra interesse e comincia a porsi delle domande. Ecco, è questo il segnale giusto che ci rincuora e ci dà fiducia: tra due o tre anni le mappe e le dosi variabili diventeranno tecniche sempre più richieste e noi saremo pronti a soddisfare le richieste».

E dello spandiconcime Kverneland GEOspread cosa ci dice?

«Lo abbiamo acquistato perché in base ai dati preimpostati o alle mappe inserite, il sistema di controllo automatico delle 24 sezioni regola sia la larghezza di lavoro sia il dosaggio. Per esempio, a bordo campo la macchina in automatico fa diminuire progressivamente la larghezza di lavoro, creando le famose microsezioni di 2 metri ciascuna. Questo sistema di lavoro permette di evitare gli sprechi di prodotto e alla fine il nostro cliente risparmia ogni anno centinaia di euro di concimi».

L’officina dei Garavelli è fornita di ogni tipo di attrezzatura e di ricambio, persino di un grande tornio per “resettare” ogni anno le scanalature dei rulli dell’apparato trebbiante delle mietitrebbie.

I Garavelli curano nel mimino dettaglio il loro parco macchine con un sistema di manutenzione programmato che consente la massima efficienza in campagna. L’officina conta tre meccanici e un magazzino ricambi completissimo e ben organizzato. Un’azienda modello, quella dei Garavelli, che guarda al contoterzismo finalmente con un occhio diverso, offrendo molto di più delle lavorazioni di campo, mettendo l’agronomia e l’elettronica al centro del progetto di sviluppo aziendale.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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