La slitta che ci fa conoscere meglio il terreno per mettere in campo l’agricoltura di precisione

È un’attrezzatura molto semplice che viene trainata da un quad e riesce a mappare oltre cinquanta ettari di terreno al giorno, percorrendolo avanti e indietro anche se è ricoperto da residui colturali e da infestanti. Si tratta della slitta che ci permette di costruire la mappa del suolo, cioè sapere punto per punto dell’appezzamento oggetto di indagine, dove c’è sabbia, limo o argilla. Qui sopra potete vederla all’azione, cliccando per far partire il video.

slitta-mappe-suolo

La slitta trainata da un quad che permette di realizzare le mappe del suolo a diverse profondità.

La mappa del suolo per conoscere come varia la fertilità

Il principio del funzionamento di questa slitta si basa sulla misura della resistività elettrica del terreno, che cambia a seconda della tessitura. A presentarla è stata Sipcam Italia nel corso di un recente incontro organizzato da Kverneland Group Italia, Sipcam Italia e Dekalb Monsanto a Castigione delle Stiviere (Mantova), suscitando grande interesse da parte dei contoterzisti e degli agricoltori intervenuti in massa a questo evento.

Ecco una della tante possibili mappe che si realizzano con la slitta. I diversi colori rappresentano la diversa tessitura dell’appezzamento in limo, sabbia e argilla.

Ecco una della tante possibili mappe che si realizzano con la slitta. I diversi colori rappresentano la diversa tessitura dell’appezzamento in limo, sabbia e argilla.

Dalla mappa alla semina a dose variabile per aumentare le rese

Grazie alla mappa del suolo, ogni appezzamento da seminare si può dividere in 3 o 4 macroaree che rappresentano diversi gradi fertilità e di tessitura e questo ci permette per esempio di poter seminare il mais a dosi variabili. Ciò significa passare da 7-8 piante a 10-11 piante al metro quadro dove il terreno presenta maggiore fertilità, che ovviamente si traduce in un significativo aumento della produzione di granella.

Ovviamente tutto questo è possibile se si dispone di seminatrici innovative come la Kverneland Optima HD V e-drive, con trasmissione elettrica e dotata di sistema satellitare.

Questa operazione è vincente, cioè porta a un vantaggio produttivo (a meno che non si verifichino nel corso del ciclo produttivo avversità eccezionali e impreviste), perché si conosce esattamente, proprio grazie alla mappa del suolo, come varia la composizione del terreno punto per punto, cosa che sino a oggi ogni agricoltore conosceva solo con molta approssimazione.

Alla raccolta è bene predisporre le mappe di raccolta

Il livello di conoscenza può ulteriormente migliorare se, al momento della raccolta del mais o della soia, si chiede al contoterzista di realizzare la mappa di produzione, che indica come varia la produzione di granella punto per punto nei diversi appezzamenti. Così, per la prossima campagna 2017, combinando i dati delle due mappe del suolo e di produzione, si può programmare con ancora più precisione la semina a dose variabile e anche una concimazione a dose variabile.

Decidere il percorso agronomico sulla base di dati certi

È bene aumentare la dose di concime dove il terreno ha maggiore potenzialità produttiva, e al contrario risparmiare le dosi dove la fertilità del suolo è scarsa e quindi costituisce un limite fisico invalicabile per un possibile aumento aumento delle rese.

Sui prezzi dei prodotti agricoli nessun agricoltore può intervenire, mentre sulle rese oggi è obbligatorio trovare ogni soluzione possibile per aumentarle, razionalizzando i costi. La slitta e le mappe sono un aiuto molto importante per prendere delle decisioni agronomiche basate su dati reali.

A sinistra una mappa del suolo realizzata con la slitta, dove le aree più scure indicano il terreno argilloso e quelle più chiare il terreno sabbioso. A destra una mappa di produzione realizzata dalla mietitrebbia in fase di raccolta, dove il colore verde indica una maggiore produzione rispetto alle aree di colore rosso dove si è prodotto meno. Grazie all’interpretazione di queste due mappe è possibile “dosare” in maniera precisa le lavorazioni, la densità di semina e le dosi di concime.

A sinistra una mappa del suolo realizzata con la slitta, dove le aree più scure indicano il terreno argilloso e quelle più chiare il terreno sabbioso. A destra una mappa di produzione realizzata dalla mietitrebbia in fase di raccolta, dove il colore verde indica una maggiore produzione rispetto alle aree di colore rosso dove si è prodotto meno. Grazie all’interpretazione di queste due mappe è possibile “dosare” in maniera precisa le lavorazioni, la densità di semina e le dosi di concime.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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