Campagna finanziaria Kverneland

Menghini: con la subirrigazione, produzioni record di medica e mais

Menghini: con la subirrigazione, produzioni record di medica e mais

«Se riusciamo a semplificare le tecniche agronomiche, introducendo innovazioni che ci permettono di ottenere rese elevate, minori impatti ambientali e meno ore spese in campo, noi allevatori possiamo finalmente dedicare più tempo alla stalla e alle nostre vacche. Le maggiori attenzioni ricevute verranno ripagate dai nostri animali con maggiori produzioni e più elevata qualità del latte».

Giuliano Menghini e la sua famiglia gestiscono una stalla da latte per Parmigiano Reggiano a Poggio Rusco, in provincia di Mantova, dove allevano circa 400 capi dei quali oltre 200 in lattazione.

Cinque anni fa hanno investito in una stalla moderna, progettata all’insegna del più completo benessere animale, e i riscontri in termini di rese e qualità non si sono fatti attendere.

Giuliano Menghini

Giuliano Menghini

Il successo dell’agricoltore che innova

Menghini fa parte di quella schiera di agricoltori che non si fermano mai e cercano continuamente di innovare per migliorare le loro performance produttive. Ha intuito che se si vuole rimanere sul mercato non si può fare a meno della tecnologia più moderna. Infatti, insieme alla professionalità e alla competenza dell’agricoltore-allevatore, la tecnologia è la sola strada che possa garantire un futuro a un’attività sempre più difficile.

Nel caso di Menghini, le innovazioni più recenti riguardano la minima lavorazione del suolo al posto delle lavorazioni tradizionali abbinata alla tecnica irrigua delle ali gocciolanti stese in superficie.

Delle belle spighe complete sino in punta e una granella sana per il mais 2015 di Menghini, coltivato su minima lavorazione e con irrigazione a goccia.

Delle belle spighe complete sino in punta e una granella sana per il mais 2015 di Menghini, coltivato su minima lavorazione e con irrigazione a goccia.

Nel 2009 l’inizio con l’ala gocciolante stesa in superficie

Racconta Menghini: «La divulgazione di Netafim mi ha permesso di scoprire ormai sei anni fa la tecnica di irrigazione a goccia su mais che già al primo anno si è rivelata vincente rispetto al rotolone. L’irrigazione a goccia permette di semplificare le operazioni nel corso della campagna e in abbinamento alla fertirrigazione riusciamo ad aumentare le rese del mais anche di 20-25 q/ha, su una base di produzione media con i sistemi tradizionali di circa 90 q/ha di granella secca. Inoltre grazie al sistema a goccia la granella risulta più sana ed esente da micotossine, e questo è un elemento che anche quest’anno fa la differenza sulla vendita del mais».

2015, primo anno con la subirrigazione: un grande successo

Come si è detto Menghini guarda sempre avanti, e quest’anno ha deciso di fare un’altra prova con Netafim installando un impianto di subirrigazione su tre ettari divisi tra erba medica e mais (vedi approfondimento: “La subirrigazione, una tecnica ad altissima efficienza“). «Le ali gocciolanti sono state interrate alla profondità di 30 cm circa, in modo che il 60% di argilla dei nostri terreni garantisca un rapido e costante flusso di umidità nella zona dell’apparato radicale delle piante. Il problema per le lavorazioni non si pone, dato che i terreni vengono preparati con una minima lavorazione molto superficiale che non disturba l’impianto interrato».

«I dati produttivi di quest’anno sono sbalorditivi soprattutto per quanto riguarda la medica, che è la nostra coltura di riferimento per la stalla. Per ogni taglio, la produzione della medica subirrigata è triplicata (30 q/ha) rispetto a quella ottenuta dalla medica sotto rotolone (circa 10 q/ha). Inoltre dalle analisi sul foraggio eseguite dal Crpa risulta un aumento anche dei componenti qualitativi».

«Per quanto riguarda il mais, quello subirrigato rispetto al mais sotto rotolone ha manifestato uno stay green superiore di oltre 20 giorni: un dato molto significativo in un’annata bollente come il 2015, con una produzione superiore di oltre 20 q/ha e nessun attacco di micotossine. Dunque il bilancio di questo primo anno è addirittura entusiasmante!».

La splendida medica nel campo dove è stata installata la subirrigazione.

La splendida medica nel campo dove è stata installata la subirrigazione.

La centrale operativa per la subirrigazione con i filtri e il contenitore per i concimi liquidi.

La centrale operativa per la subirrigazione con i filtri e il contenitore per i concimi liquidi.

Altri due progetti dietro l’angolo

Per il prossimo anno sono in programma altri due progetti agronomici, oltre a proseguire con la subirrigazione: l’introduzione in prova su qualche ettaro della semina su sodo e della tecnica dello strip-till. «Anche se i nostri terreni sono tenaci, credo che se rispettiamo il suolo in fase di raccolta evitando compattamenti, possiamo permetterci di fare sodo e quindi di risparmiare ulteriormente sui costi. Anche lo strip-till ci incuriosisce e quindi speriamo di trovare un contoterzista che disponga di questa attrezzatura per poter preparare il terreno già tra qualche settimana».

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



Articoli correlati

Tenuta di Corte, seminativi di qualità per produrre suini di pregio

Si trova a Borgo San Lorenzo (Firenze), fa parte delle fattorie di proprietà dei Marchesi de Frescobaldi ed è diretta da Filippo Lascialfari,

A Cremona scendono in campo le attrezzature Vicon per raccogliere preservando la qualità dei foraggi

Una giornata in campo con agricoltori e contoterzisti organizzata da Battini Agri, concessionario Kverneland per le provincie di Mantova, Verona

Minima lavorazione e cover crops, l’accoppiata vincente

L’imprenditore agricolo Massimo Motti di Orzinuovi (Brescia) da alcuni anni ha sposato una nuova filosofia di gestione del suolo che sta

2 commenti

Scrivi un commento
  1. Giovanni
    Giovanni 19 ottobre, 2016, 13:09

    Buongiorno Dottor Bartolini.
    Sono un ragazzo che sta studiando per l’esame di abilitazione alla professione di agronomo e devo ringraziarla perché i suoi articoli sono sempre di grande aiuto.
    Avrei un favore da chiederle. Mi sa dire dove posso trovare un’accurata descrizione delle componenti di una centrale operativa come quella mostrata in questo articolo? Sa inoltre dove posso trovare un elaborato dove venga illustrato lo schema impiantistico per un generico seminativo?
    Ho consultato diversi manuali di Toro e Netafim ma, immagino per motivi commerciali, vengono fornite solo indicazioni abbastanza generiche.
    La ringrazio e la saluto,
    Giovanni

    Rispondi a questo commento
    • Roberto Bartolini
      Roberto Bartolini Autore 20 ottobre, 2016, 13:32

      Gentile Giovanni, la ringrazio e sono contento di essere utile!
      Per quanto riguarda il sistema di pompaggio e di controllo di Netafim, le ho inviato una mail con il recapito che può esserle utile.
      Cordialità.

      Rispondi a questo commento

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.
I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori.*