Roberto Bartolini31 Gennaio 20244min159222

Pac, la novità: il 7% a leguminose può essere alternativo al 4% di terreno a riposo

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I trattori in piazza e sulle autostrade hanno incassato una prima vittoria, oltre al fatto di far comprendere a giornali e televisioni che l’agricoltura e gli agricoltori esistono. La Commissione europea oggi ha proposto agli Stati membri di affiancare alla BCAA 8 della Pac, che prevede di lasciare improduttivo il 4% dei terreni a seminativi, la possibilità di dedicare il 7% dei terreni dedicati ai seminativi a colture leguminose azotofissatrici (per esempio soia, erba medica, trifoglio, eccetera) e/o a colture “catch crop” (o “cover crop”) da seminare tra due colture principali destinate all’alimentazione del bestiame oppure per sovescio. Stando così le cose, non c’è dubbio che si prospetta un incremento della soia in Pianura padana.

Nella proposta della Commissione Ue, sia sulle leguminose sia sulle catch crop viene indicato che non ci sarà la possibilità di utilizzare gli agrofarmaci. Ora dobbiamo attendere il via libera degli Stati membri, che a nostro avviso ci sarà, e poi il decreto applicativo da parte del Ministero dell’agricoltura. Dato che i piani colturali 2024 sono già ampiamente stabiliti, ci auguriamo che almeno in questo caso i funzionari del Masaf siano solleciti nell’emanare il decreto, considerato che i tempi della campagna sono ben diversi da quelli della burocrazia.

Facciamo ordine fra BCAA 7 ed eco-schema 4

Non c’è dubbio che evitare di togliere buona terra alla produzione sia una decisione saggia, anche se tardiva. Tuttavia, sottolineiamo che altre questioni, forse di maggiore rilevanza, debbano essere ora affrontate dalla Commissione europea.

Innanzitutto, occorre mettere ordine tra due norme come la BCCA 7 (obbligo di rotazione con cambio di genere botanico) e l’eco-schema 4 (avvicendamento biennale tra colture diverse), che stanno creando non pochi problemi ai nostri agricoltori, dal momento che in molti casi gli obblighi si incrociano in una ridda di incastri tra colture diverse che non sono per nulla chiari. Inoltre, non bisogna dimenticare l’applicazione già da quest’anno delle sanzioni, che sino al dicembre scorso erano sospese (ne abbiamo parlato in un recente articolo).

Urgente la revisione di medio termine

In definitiva, un primo passo è stato fatto, ma questa Pac ha bisogno di fare un tagliando corposo in occasione della revisione di medio termine, che diventa urgente mettere all’ordine del giorno. Siamo tutti d’accordo che l’agricoltura deve essere sostenibile, ma dobbiamo anche tenere presenti due aspetti chiave:

  1. Una buona parte degli agricoltori italiani è già molto più avanti dei colleghi europei nell’applicare tecniche innovative sostenibili e a basso impatto ambientale.
  2. Il “Green deal” va perseguito, ma con obiettivi temporali più lunghi, dal momento che entro il 2030 non disporremo di tutti i mezzi tecnici alternativi agli attuali che vogliamo mandare in soffitta.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


2 commenti

  • Marco

    1 Febbraio 2024 at 7:36 am

    Mi spiace vedere che sulle testate giornalistiche e non solo, la protesta degli agricoltori venga indirizzata verso l Europa, come fosse un oggetto distante ed alieno, senza tener conto del fatto che i nostri politici eletti all euro parlamento scrivono per noi le normative. Inoltre trovo sconvolgente che non si parli invece del problema che affama le campagne, i prezzi che si impennano per qualsiasi crisi mondiale e che magicamente la stessa scompare con l apparire delle trebbia in campo.trovo tutto molto disdicevole

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  • Riccardo Aurelio Viscillo

    2 Febbraio 2024 at 9:31 pm

    La vittoria di Pirro, lascia sul terreno miglia di aziende agricole già agonizzanti.

    Rispondi

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