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PSR Lombardia: perché e come sostengono le lavorazioni conservative

PSR Lombardia: perché e come sostengono le lavorazioni conservative

Dopo anni e anni di dibattiti tecnici, e soprattutto grazie ai tanti agricoltori innovatori che hanno abbandonato le lavorazioni tradizionali del terreno, finalmente anche i politici e i burocrati si sono accorti che le cosiddette “lavorazioni conservative” sono da incentivare e diffondere con forza e determinazione.

Leggete qui di seguito cosa c’è scritto nel documento ufficiale della Regione Lombardia presentato a Bruxelles per avere il via libera alla concessione di premi per gli agricoltori che adottano minima lavorazione e sodo:

Perché sostenere l’agricoltura conservativa nell’ambito del PSR:

  1. contrasto al degrado dei suoli attraverso il miglioramento della struttura del terreno;
  2. garanzia di conservazione del carbonio nei suoli riducendo l’emissione di CO2 nell’aria;
  3. contrasto alla riduzione di sostanza organica nei suoli;
  4. aumento della fertilità del terreno attraverso l’uso delle cover crop e del mantenimento dei residui in superficie e adottando le rotazioni colturali;
  5. riduzione del consumo di carburante e dei costi di coltivazione;
  6. aumento della biodiversità, soprattutto edafica, dei suoli;
  7. miglioramento della capacità del terreno di assorbire e di trattenere l’acqua;
  8. maggiore stabilità e resistenza del terreno ai fenomeni erosivi legati ai cambiamenti climatici

La misura 10.1.04 del nuovo PSR, in corso di approvazione a Bruxelles, prevede due interventi:

  1. Introduzione della semina diretta o su sodo da agricoltura convenzionale e da tecniche di minima lavorazione.
  2. Introduzione di tecniche di minima lavorazione.
La seminatrice Kverneland HD e drive per la semina su sodo di mais e soia. Può lavorare egregiamente anche su terreno lavorato.

La seminatrice Kverneland HD e-drive per la semina su sodo di mais e soia. Può lavorare egregiamente anche su terreno lavorato.

Introduzione della semina diretta o su sodo: quali impegni?

  • Semina diretta su residui colturali oppure semina con la tecnica dello strip till o lavorazione del terreno su bande di larghezza non superiore a 20 cm e per colture con interfila superiore ai 40 cm.
  • Divieto del rimescolamento degli strati del profilo attivo del suolo.
  • Mantenimento in superficie dei residui colturali o delle stoppie delle colture praticate per avere uno strato di materiale vegetale con funzione protettiva.
  • Obbligo dell’uso del gps per la guida satellitare di precisione nel caso si effettui lo strip till.
  • Divieto di utilizzo di fanghi di depurazione.

Introduzione delle tecniche di minima lavorazione: quali impegni?

  • Divieto di lavorazioni a profondità superiori ai 20 cm.
  • Divieto di rimescolamento degli strati del profilo attivo del suolo.
  • Mantenimento (almeno di buona parte) dei residui colturali e delle stoppie.
  • Divieto di utilizzo dei fanghi di depurazione.
Il coltivatore CLC di Kverneland, qui nella versione wings, è un attrezzo ideale per la minima lavorazione così come richiesto dai PSR.

Il coltivatore CLC di Kverneland, qui nella versione wings, è un attrezzo ideale per la minima lavorazione così come richiesto dai PSR.

Un impegno accessorio: le cover crops

Seminare una cover crop per almeno due anni nell’arco del periodo di impegno entro 30 giorni dalla raccolta della coltura principale, e mantenerla almeno fino a 30 giorni prima della semina della coltura successiva.

È consentito l’uso di disseccanti prima della semina della coltura principale successiva per la devitalizzazione in loco della cover crop, ma è fatto divieto di altri trattamenti fitosanitari.

Un esempio di cover crops da seminare tra due colture principali. Porta all’agricoltore altri 180 euro/ha.

Un esempio di cover crops da seminare tra due colture principali. Porta all’agricoltore altri 180 euro/ha.

Il coltivatore CTC di Kverneland con la seminatrice a-drill, ideale per la semina delle cover crops ma anche del loietto.

Il coltivatore CTC di Kverneland con la seminatrice a-drill, ideale per la semina delle cover crops ma anche del loietto.

Chi sono i beneficiari e per quanto tempo

Questa misura riguarda le imprese agricole individuali, le società agricole, le società cooperative agricole, le imprese agricole associate.

La durata degli impegni è di 6 anni per gli impegni assunti nel 2015; di 5 anni per gli impegni assunti nel 2016.

La superficie minima su cui praticare la misura è il 10% della SAU, e comunque almeno un ettaro.

Un’informazione importante

Le superfici che richiedono il premio per il nuovo PSR 2014-2020 non devono aver beneficiato dello stesso sostegno previsto dal PSR 2007-2013, con un’unica eccezione: possono infatti essere ammesse solo per la misura sodo le superfici che hanno terminato l’impegno di minima lavorazione terminato con il PSR 2007-2013.

L’importo dei premi

  • Semina su sodo su terreni trattati con lavorazioni convenzionali: 240 euro/ha
    • + 180 euro/ha se si seminano le cover crops
  • Semina su sodo su terreni trattati con minima lavorazione: 55 euro/ha
    • + 180 euro/ha se si seminano le cover crops
  • Minima lavorazione o strip-till su terreni trattati con lavorazioni convenzionali: 185 euro/ha
    • + 180 euro/ha se si seminano le cover crops
Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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