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Riso Meracinque: il Carnaroli d’autore, italiano e sostenibile che fa innamorare gli chef stellati

Campagna veneta: cinque sorelle, cresciute a tavola con il riso Carnaroli prodotto da papà e cucinato alla perfezione dal nonno, un bel giorno decidono di dare una svolta all’azienda agricola di famiglia. Il sogno, che da pochi mesi è diventato realtà, è quello di abbandonare le dinamiche del mercato tradizionale per proporre a un pool di clienti selezionatissimi un riso Carnaroli di altissima qualità, tutto italiano, prodotto nella loro azienda Borgo Libero a Villafranca (Verona) con agrotecniche sostenibili e all’insegna dell’agricoltura di precisione.

Da sinistra Benedetta e Silvia Tovo, produttrici del riso Carnaroli Meracinque.

Ma cosa vuol dire Meracinque?

«Mera è stato da sempre il nostro soprannome – risponde Silvia Tovo – che proviene dal termine arcaico “meraveggia”, cioè meraviglia; e cinque è il nostro numero, dato che siamo cinque sorelle, con storie di studio e di lavoro diverse, ma accomunate in questo nostro nuovo progetto».

Da dove siete partite?

«Dalla qualità assoluta della materia prima, quindi da sistemi di coltivazione innovativi e non convenzionali. Pratichiamo una difesa dai parassiti che esclude l’utilizzo di agrofarmaci e che è micronaturale, basata cioè sulla tecnologia EM che consiste in una miscela di diversi ceppi batterici selezionati abbinati a prodotti naturali che stimolano le difese delle piante di riso e nello stesso tempo le proteggono, sin dalle prime fasi di crescita».

Semina e concimazione come vengono effettuate?

«Da quest’anno applichiamo l’agricoltura di precisione: sulla base delle mappe del suolo, abbiamo predisposto sia la semina sia la concimazione a dose variabile, riuscendo così a evitare lo spreco di semente e di concime. Anche nelle fasi di post raccolta utilizziamo tecniche innovative e sostenibili, come l’essiccazione a bassa temperatura effettuata in impianti alimentati con gas naturale anziché con il tradizionale gasolio, la lunga stagionatura per ossificare i chicchi che così tengono meravigliosamente la cottura, e infine una pilatura artigianale, che abbina la tradizione con modernissimi selettori ottici che garantiscono il rispetto totale del chicco».

Ottenuto un riso eccellente occorre venderlo. A chi?

«Oggi possiamo contare su una produzione di 1000-1500 quintali – dice Benedetta Tovo – e dallo scorso gennaio abbiamo cominciato a presentare Meracinque in diverse città italiane e all’estero, soprattutto a chef e a gastronomie del gusto. Il riscontro è molto incoraggiante, dal momento che il prodotto è stato giudicato ottimo e già diversi ristoranti portano in tavola il nostro riso».

E il vostro super Carnaroli si trova anche nella formula “Risotto Kit”…

«Sono cinque preparazioni con asparagi, funghi, zafferano, pomodoro e zucca, dove la confezione di riso Carnaroli è separata da quella del condimento, che è un prodotto disidratato tutto italiano e di alta qualità. In 15 minuti si prepara un risotto perfetto, un piatto salutare e gustoso per tutti».

Quest’anno in Italia la superficie a riso è diminuita per via del forte calo dei prezzi. Ma le cinque sorelle Tovo, uscite da questa logica tradizionale, grazie al loro Meracinque già progettano un incremento delle superfici coltivate. L’agricoltura vincente è questa: idee nuove, professionalità e dinamismo.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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