La mappatura del suolo è indispensabile se si vuole applicare bene l’agricoltura di precisione

La mappatura del suolo è indispensabile se si vuole applicare bene l’agricoltura di precisione

Il mondo è fatto di compromessi e non tutti sono da buttare via. Prendiamo per esempio il grande tema dell’agricoltura di precisione nel suo livello più alto, cioè la distribuzione variabile di sementi e concimi: se un’agricoltore decide che è arrivata l’ora di provarla, anche su una parte della sua azienda, da dove parte per decidere come variare le dosi?

Per farlo ci sono diverse strade, ma alcune sono appunto un compromesso, diciamo “di comodo”, per risparmiare un po’. Come per esempio fare riferimento solo alle mappe di raccolta realizzate dalla mietitrebbia oppure alle fotografie satellitari, che danno un’idea di come è andato il raccolto. Si tratta di parametri certamente utili e che consentono di avviare un’agricoltura di precisione basata sulle dosi variabili, ma le informazioni che forniscono sono limitate.

Le carte tematiche sono il dettaglio che mancava

Per quante informazioni in più ci forniscono le mappe del suolo, portiamo l’esempio dei campi prova dell’azienda Le Colombaie di Visano (Brescia), dove Kverneland Group Academy ha realizzato la sperimentazione 2017/2018 (vedi articoli). I cinque appezzamenti destinati alle prove agronomiche sono stati oggetto di mappatura da parte di Agrisoing, che si svolge attraverso le seguenti fasi:

  1. Acquisizione dei dati geofisici con la tecnica elettromagnetica a basso numero di induzione e redazione delle tre mappe di resistività (0-50 cm, 0-100 cm, 0-180 cm).
  2. Elaborazione delle mappe di resistività a tre diverse profondità, con delimitazione delle aree omogenee (bassa, media e alta resistività).
  3. Posizionamento dei punti sulle carte di resistività corrispondenti alle zone di indagine pedologica diretta e campionamento del suolo.
  4. Indagine pedologica di ogni sito-punto d’analisi, che metta in risalto le profondità e le caratteristiche fisiche di ogni orizzonte indagato.
  5. Prelievo dei campioni di terreno con trivellate a mano entro i 90-100 cm dal punto campione, e organizzazione della catena di custodia per la consegna dei campioni in laboratorio.
  6. Analisi chimico-fisica dei campioni prelevati.
  7. Realizzazione di carte tematiche derivanti dalla spazializzazione dei dati di analisi chimico-fisica sovrapposti alla distribuzione della resistività e relativa interpretazione pedologica e agronomica.

Il prelievo dei campioni con trivellate a mano per l’analisi chimico-fisica di laboratorio.

Le variazioni del suolo sono molto significative

L’attività di Kvernelad Group Academy è stata realizzata su un totale di una quarantina di ettari suddivisi in cinque appezzamenti, alcuni dei quali contigui e altri più distanti, ma comunque sempre all’interno di un raggio di azione limitato. Ci si poteva quindi aspettare che il terreno non manifestasse cambiamenti così significativi, e invece, grazie alla mappatura sopra descritta, abbiamo potuto rilevare delle differenziazioni molto elevate anche a brevi distanze.

Argilla

I due appezzamenti centrali in alto mostrano un contenuto abbastanza omogeneo tra il 24,9% e il 32% di argilla, mentre l’appezzamento di sinistra e quello in basso mettono in risalto variazioni sitospecifiche elevate, dal momento che l’argilla varia da 24,9% a 41,5%. L’appezzamento all’estrema destra della cartina ha un tasso omogeneo ed elevatissimo di argilla sino al 46,5%.

Sabbia

Questo secondo parametro della tessitura, come si vede dalla cartina, mostra un andamento diversificato di pari passo alla componente argillosa, con un contenuto percentuale nelle diverse aree che varia da 11,7% a 47,9%. Dunque anche in questo caso le differenze, soprattutto nel campo a sinistra della cartina, sono significative.

Sostanza organica

L’azienda Le Colombaie da anni ha abbandonato l’aratura a favore delle minime lavorazioni e distribuisce anche i liquami dell’allevamento bovino. Per questi motivi il tasso di sostanza organica è mediamente buono, tranne che in un’area circoscritta dell’appezzamento a sinistra della cartina, dove il tasso di sostanza organica è decisamente basso.

Capacità di acqua disponibile

Si tratta di un parametro fisico del suolo di estrema importanza, dal momento che mette in luce la sua capacità, maggiore o minore, di mettere a disposizione l’acqua alle radici delle piante. Come si nota dalla cartina, questo parametro presenta una variabilità molto elevata da una zona all’altra anche di uno stesso appezzamento e certamente influisce sul buon stato vegetativo della coltura.

Profondità utile delle radici

È lo spessore del suolo biologicamente attivo, esplorabile e utilizzabile dalle piante. Si tratta di uno dei parametri fondamentali, perché determina l’accesso delle piante ai nutrienti, l’arieggiamento del terreno, l’ancoramento della pianta e lo spazio biologico. Nei nostri appezzamenti il valore di questo parametro è decisamente molto buono, a dimostrazione che la minima lavorazione effettuata da molti anni ha creato una struttura del suolo ideale per la vita delle colture.

Più conoscenza = maggiore produzione e minori costi

Le cartine tematiche messe a disposizione dalla mappatura di Agrisoing sono molto numerose e dettagliate, e qui abbiamo portato solo cinque esempi, che comunque riteniamo sufficienti per dimostrare come un esame così preciso punto per punto dei terreni fornisce una serie di informazioni di cui l’agricoltore non ha mai potuto disporre. Si tratta della messa in luce della famosa “variabilità dei suoli”, caratteristica che da sempre ha costituito un’ostacolo sconosciuto e considerato imponderabile.

Oggi la variabilità si misura e si declina in tutte le sue componenti, permettendo così di comportarsi in maniera agronomicamente differenziata e mirata con la gestione sia delle lavorazioni, sia della distribuzione dei mezzi tecnici e dell’irrigazione. Più conoscenza si traduce così in maggiore produzione e minori costi.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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