Non seminare la cover Tillage Radish prima della barbabietola da zucchero

Non seminare la cover Tillage Radish prima della barbabietola da zucchero

Gli agricoltori si sono convinti che la fertilità dei loro terreni va salvaguardata e finalmente sono sempre più numerosi coloro che seminano le cover crops (colture di copertura), che nel periodo autunno-inverno migliorano una serie di parametri chimici, fisici e microbiologici che sono alla base della salute del suolo. Occorre però fare attenzione nella scelta della cover, soprattutto se si pensa di seminare bietola, e proprio a questo delicato argomento è stato dedicato alcuni mesi fa un convegno organizzato da Coprob e Carla Import Sementi.

Considerando l’interesse suscitato dalla cover Tillage Radish, il mondo bieticolo raccomanda estrema attenzione, perché non tutti i rafani sono uguali. Ma dove sta il problema? Ci risponde Vincenzo Boschetti di Carla Import Sementi a nome della filiera bieticola: «Il Tillage Radish è una crucifera utilizzata essenzialmente per la sua capacità di “lavorare” il terreno, grazie alla robusta radice fittonante che, marcendo in seguito al gelo, lascia il terreno in condizioni di elevata porosità. La problematica principale è data dalla capacità, intrinseca purtroppo a tutte le crucifere non selezionate a questo scopo, di essere ospite e moltiplicare qualsiasi specie di nematode presente nel terreno. La capacità di moltiplicare nematodi del genere Heterodera e Meloidogyne è pari a una coltivazione di colza o di bietola».

Ecco come si presenta il Tillage radish a fine inverno, completamente devitalizzato dalle gelate.

Dunque il Tillage Radish può essere adatto se si semina mais, ma è da evitare se si seminerà bietola? «Va da sè – risponde Boschetti – che se la coltura che segue il Tillage Radish è una specie ospite dei nematodi, come bietola, pomodoro, colza o altre crucifere specializzate, queste verranno attaccate dai nematodi riprodottisi sul Tillage Radish, con inevitabili conseguenze produttive».

Ma i potenziali problemi non finiscono qui: «Ultima cosa, ma non meno importante nel caso di bietola in successione, durante la marcescenza del fittone si riproducono quei funghi (phoma, phithium, fusarium, rizoctonia e alternaria) che causano il Mal del Piede. Considerando inoltre che dal prossimo anno non saranno più consentiti i fungicidi TMTD e THIRAM nella concia del seme di bietola, il problema è ancora maggiore», conclude Boschetti.

Dunque i bieticoltori devono puntare sui nuovi rafani nematocidi selezionati proprio allo scopo di impedire lo sviluppo di questi nefasti nemici delle nostre barbabietole da zucchero, coltura che facciamo tanti sforzi per cercare di riportare in auge come merita, e come è opportuno anche dal punto di vista agronomico.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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