”La minima lavorazione è un successo agronomico ed economico”

È curioso e di mentalità aperta, non fa l’agricoltore di professione, ma una volta ereditati dal padre i 40 ettari a Pegognaga (Mantova), si è messo in testa di fare qualcosa di nuovo e di utile all’ambiente e al suo portafogli. Cesare Truzzi ci accoglie con stivali e giacca a vento nella sua azienda e sprizza gioia ed entusiasmo perché quest’anno, dopo cinque anni di prove andate bene, ha deciso di abbandonare completamente l’aratro e di applicare la minima lavorazione su tutta la superficie aziendale. «I risultati produttivi sono buoni e i risparmi anche – ci dice – e poi con la misura 10 del Psr riesco a ottenere anche sovvenzioni significative. Che cosa si vuole di più? Senza dimenticarsi la soddisfazione di fare finalmente qualcosa di nuovo e utile per l’ambiente».

Truzzi coltiva orzo, che verrà seminato su precessione soia dopo una preparazione veloce del terreno con il coltivatore Kverneland CTC della ditta Speziali, e soia di primo raccolto. «Quest’anno la soia, senza irrigazione, ha prodotto su minima lavorazione fatta con CTC, 37 ql/ha. Davvero un ottimo risultato!».

La novità 2017/2018 sarà la messa in campo dello strip-till con il Kultistrip di Kverneland, per la preparazione a strisce del terreno che verrà seminato a soia. In questo modo l’applicazione della minima lavorazione in azienda sarà davvero completa.

Qual è la conclusione? Chi dice: “Ho sempre fatto così e non cambio strada” ha sempre torto, e in campagna ancora di più!

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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