Lavorazione del terreno e semina con un solo passaggio, direttamente sui residui colturali

Lavorazione del terreno e semina con un solo passaggio, direttamente sui residui colturali

«Applicare la minima lavorazione del terreno è indispensabile per un’azienda agricola che vuole rimanere competitiva e non perdere reddito. Da alcuni anni abbiamo intrapreso questa strada e siamo molto contenti. Ora, con il nuovo acquisto della barra di semina Kverneland Accord DF 2 abbinata all’erpice Kverneland Qualidisc 3000 e a un serbatoio anteriore Kverneland DF1, possiamo seminare grano, erba medica e loietto con un solo passaggio direttamente sui residui colturali, combinando la lavorazione minima del suolo alla contemporanea semina e concimazione. Con questo nuovo cantiere ai primi di novembre abbiamo già seminato oltre 50 ettari di grano duro e le emergenze sono fantastiche. E ora proseguiremo con tanti altri ettari». Così esprime la sua soddisfazione Sebastiano Bongiovanni di Agrievo, un’azienda innovativa di Casalmaggiore (Cremona) che investe sulle tecnologie che danno redditività.

A sinistra Giampiero Aroldi e a destra Sebastiano Bongiovanni di Agrievo a Casalmaggiore (Cremona).

A sinistra Giampiero Aroldi e a destra Sebastiano Bongiovanni di Agrievo a Casalmaggiore (Cremona).

Si può seminare in ogni condizione con tempestività

«Con questo sistema che opera direttamente sui residui colturali e garantisce la massima precisione – dice Giampiero Aroldi di Agrievo – siamo certi di poter seminare in ogni condizione, mentre se continuassimo ad arare, erpicare e via dicendo, non riusciremmo a seminare tutti gli ettari in tempo utile. Inoltre abbiamo applicato la guida satellitare assistita che ci consente di stare in campo anche sino alle 22 di sera. Dopo aver mappato gli appezzamenti dove dobbiamo lavorare, il trattore fa tutte le manovre in automatico, compresa la guida in retromarcia. Non c’è dubbio che queste innovazioni per noi significano poter rientrare velocemente dal nostro investimento, perché aumentiamo considerevolmente la capacità di lavoro dei nostri cantieri».

Qual è la potenza richiesta dal cantiere?

«Con la barra di semina da 3 metri si fanno 1,5 ettari all’ora alla velocità di 9-10 km/ora su sodo ed è sufficiente un trattore da 200 cavalli».

Ecco il cantiere in sequenza: il Kverneland Qualidisc Farmer 3000 con due file di dischi di grande diametro seguiti dal rullo Actipack e dalla barra di semina Kverneland Accord DF-2 con il nuovo falcione CX II.

Ecco il cantiere in sequenza: il Kverneland Qualidisc Farmer 3000 con due file di dischi di grande diametro seguiti dal rullo Actipack e dalla barra di semina Kverneland Accord DF-2 con il nuovo falcione CX II.

Il serbatoio frontale Kverneland DF-1 per semente e concime.

Il serbatoio frontale Kverneland DF-1 per semente e concime.

Vediamo ora alcune peculiarità tecniche del cantiere, che sono poi quelle che contano ai fini applicativi.

La barra di semina DF-2 e il nuovo falcione CX II di Kverneland

La struttura modulare dei componenti rende la seminatrice Kverneland Accord DF-2 estremamente versatile. La barra di semina può essere applicata su diversi modelli di erpici o coltivatori con larghezze di lavoro sino a 6 metri.

Per la distribuzione del concime viene fornito un distributore in materiale speciale antiusura. La tramoggia anteriore DF1 ha una capacità di 1650 litri e può essere estesa su richiesta a 2200 litri. Il suo riempimento può avvenire sia con l’ausilio di coclee sia direttamente con sacconi. Inoltre il suo posizionamento rende superfluo l’uso di contrappesi supplementari, garantendo un ottimale ripartizione dei pesi.

Sono disponibili un albero turbina idraulico e un sollevamento idraulico della ruota motrice.

Il nuovo falcione di semina CX II, preciso e molto veloce da regolare, si distingue per le ottime caratteristiche di avanzamento perché produce meno attrito al terreno e così necessita di minori potenze rispetto al famoso falcione CX sviluppato da Kverneland già 20 anni fa.

L’angolo di taglio stretto dei dischi in acciaio riduce la pressione e garantisce un’ottima penetrazione nel suolo, con un posizionamento costante del seme sino a 6 cm di profondità.

Il nuovo falcione ha un’escursione di 445 mm che garantisce un’ampia luce da terra che previene possibili intasamenti, e quindi è ideale per lavorare in presenza di abbondanti residui colturali. Le ruote pressatrici standard assicurano un contatto perfetto tra il seme e il terreno in qualsiasi condizione di lavoro.

In condizioni di umidità con una semplice regolazione, le ruote pressatrici possono essere sollevate in posizione di stazionamento.

In condizioni di umidità le ruote pressatrici possono essere sollevate in posizione di stazionamento per impedire possibili blocchi.

In condizioni di umidità le ruote pressatrici possono essere sollevate in posizione di stazionamento per impedire possibili blocchi.

Le componenti del falcione CX II.

Le componenti del falcione CX II.

L’erpice Kverneland Qualidisc Farmer 3000

Si tratta di una versione di erpice a dischi leggera, nella versione portata a 3 e 6 metri: un’attrezzatura molto compatta che riduce la compressione del suolo e i dischi di grande diametro con una curvatura particolare operano molto bene anche su terreni tenaci e argillosi. Questo è un particolare molto importante, che rende il Kverneland Qualidisc 3000 ideale anche in condizioni dove molti ritengono ancora che l’aratura sia indispensabile.

Alla duplice fila di dischi segue il rullo speciale Actipack, dotato di denti interratori che concorrono a rendere sufficientemente soffice il letto di semina.

Chi si ferma è perduto

In conclusione, non ci resta che fare i complimenti a Bongiovanni e Aroldi di Agrievo per questo nuovo investimento, al quale seguiranno a breve il Kverneland Kultistrip a 8 file pieghevole, che sarà il primo ad arrivare nel cremonese per lo strip-till su mais e soia, e il nuovo spandiconcime Kverneland GEOspread con regolazione a 24 sezioni.

Come si dice: chi si ferma è perduto!

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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