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Help Soil, i test pratici di campo in Pianura Padana per valutare i benefici dell’agricoltura conservativa

Help Soil, i test pratici di campo in Pianura Padana per valutare i benefici dell’agricoltura conservativa

Anche se ormai tanti agricoltori hanno potuto valutare, conti alla mano, la validità di sostituire l’aratura e le erpicature con la minima lavorazione del terreno, lo strip-till e la semina su sodo, c’è ancora tanto scetticismo tra gli imprenditori che continuano a spendere per lavorare il suolo molto più del necessario. Tale scetticismo si combatte in due modi:

  1. con test agronomici nazionali ben fatti, in diverse situazioni colturali ed ambientali;
  2. provando su una piccola parte della propria azienda i nuovi sistemi di gestione del suolo.

Un progetto che coinvolge venti aziende agricole del nord Italia

Per quanto riguarda il primo punto il nostro paese ha sfruttato bene, in questo caso, le risorse economiche messe a disposizione dall’Unione europea e ha varato nel 2013 un progetto chiamato “Help Soil” che si propone di valutare i risultati dell’applicazione delle tecniche conservative in termini di resa, consumi idrici ed energetici, stock di carbonio organico e biodioversità edafica.

Sono coinvolte in “Help Soil” venti aziende agricole: tre in Piemonte, cinque in Lombardia, cinque in Veneto, quattro in Emilia-Romagna, tre in Friuli Venezia Giulia. I suoli interessati hanno un contenuto di argilla che varia dal 7 al 50% e valori di pH da 5,6 a oltre 8 e vi si coltivano frumento, orzo, medica, mais, sorgo, soia e colture di copertura autunno-vernine come loiessa, rafano, segale, veccia triticale avena.

La minima lavorazione con attrezzature innovative permette di preparare un perfetto letto di semina anche solo con un passaggio su terreno ricoperto dai residui colturali. Il risparmio rispetto alle lavorazioni tradizionali è di circa 300 euro/ha.

La minima lavorazione con attrezzature innovative permette di preparare un perfetto letto di semina anche solo con un passaggio su terreno ricoperto dai residui colturali. Il risparmio rispetto alle lavorazioni tradizionali è di circa 300 euro/ha.

Cosa dicono i dati raccolti nel 2014 e nel 2015

Per il momento disponiamo dei dati raccolti nel 2014 e nel 2015 su frumento e mais pubblicati sull’Informatore Agrario, che riassumiamo qui di seguito.

Rese

I numeri raccolti confermano che le rese ottenute con le tecniche conservative (minima, strip-till e sodo) sono state analoghe a quelle raggiunte con aratura ed erpicatura.

Nelle aziende dove il sodo e le cover crops sono applicate da 7-8 anni per una scelta spontanea dell’imprenditore fatta prima del varo del progetto, le rese sono sempre superiori rispetto alla gestione tradizionale del terreno. Ci sono poi alcuni casi aziendali dove, per problemi di natura pedologica e agronomica, le rese sono invece inferiori nell’area conservativa rispetto a quella destinata alle lavorazioni tradizionali.

Gestione dell’acqua

In alcuni campi test sono state messe a confronto la semina su sodo e lo strip-till abbinate a due diverse gestioni irrigue: subirrigazione e irrigazione per aspersione.

Il sistema ad aspersione ha dimostrato di consumare più acqua rispetto alla subirrigazione, che ha messo in evidenza anche consumi energetici inferiori a parità di rese.

Consumo di gasolio

I consumi di gasolio agricolo totali sono inferiori del 50% nella gestione del suolo con agricoltura conservativa rispetto alle pratiche convenzionali.

Carbonio organico

Si nota anche una maggiore incorporazione del carbonio organico nei primi 30 cm di terreno lavorato con le tecniche conservative rispetto al suolo arato: questo dimostra come nel tempo le nuove tecniche migliorino la funzionalità dei suoli, oltre che la loro fertilità.

Fauna terricola

Si è visto già nei primi due anni del progetto che la presenza di lombrichi e di microartropodi è molto superiore nel suolo a strip-till e sodo rispetto al suolo che viene arato ogni anno. È noto come questi organismi contribuiscano in maniera decisiva alla decomposizione della sostanza organica, al riciclo dei nutrienti e al mantenimento di una buona struttura e portanza del suolo.

Il terreno sta meglio ed è in salute

Dunque si può concludere che i suoli a gestione conservativa, oltre che far risparmiare parecchi euro/ha, dispongono di un migliore stato di salute generale, ma questo lo si sapeva già e lo hanno potuto toccare con mano gli agricoltori e i contoterzisti che praticano da tempo queste tecniche virtuose ed economicamente meno dispendiose.

Lo strip-till, abbinato alla subirrigazione, si prospetta come una tecnica molto valida per abbinare l’aumento della fertilità globale del suolo con il migliore sfruttamento della risorsa irrigua, abbassando i consumi energetici e di acqua.

Lo strip-till, abbinato alla subirrigazione, si prospetta come una tecnica molto valida per abbinare l’aumento della fertilità globale del suolo con il migliore sfruttamento della risorsa irrigua, abbassando i consumi energetici e di acqua.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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