Il rilancio del grano passa dal carrello della signora Valeria e dall’innovazione dell’agricoltore

Il rilancio del grano passa dal carrello della signora Valeria e dall’innovazione dell’agricoltore

Chi afferma che i cereali vernini non hanno più futuro, è pregato di leggere questo elenco:

  • grano tenero alta qualità
  • grano tenero panificabile
  • grano tenero biscottiero
  • grano tenero pane milanese
  • grano tenero pane piacentino
  • grano duro Barilla
  • cereali bio: frumento, orzo e farro
  • filiere speciali: grano saraceno bio, ceci bio

Si tratta dei contratti di coltivazione stipulati dal Consorzio Agrario Terrepadane ed è uno dei tanti esempi di come le strutture organizzate offrano all’agricoltore un’ampia gamma di possibilità “produttive” con remunerazione certa, per dare nuove prospettive economiche a un comparto che sta soffrendo.

Ma la prima osservazione da fare è che i contratti si fanno soprattutto per prodotti “caratterizzati”, cioè non indistinti, come invece è abituato a coltivare il nostro cerealicoltore, che semina quello che capita e poi si lamenta che nessuno acquista il suo raccolto.

L’agronomo Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia, in un recente articolo sull’Informatore Agrario, ha sottolineato come ormai l’agricoltore debba fare sempre più i conti con la “signora Valeria” (che poi è la più conosciuta “signora Maria”). La signora Valeria rappresenta infatti il consumatore medio italiano che sta rapidamente cambiando le sue abitudini alimentari e proprio di questo deve tener conto l’agricoltore.

Guardiamo per esempio l’impressionante crescita nelle vendite degli alimenti con “più e senza”. Si tratta di prodotti con omega 3, vitamine, sali minerali, calcio, fibre, selenio e iodio. E viceversa di prodotti alimentari senza glutine, grassi, sale, conservanti, coloranti, olio di palma, zucchero, lattosio, ogm. Per un italiano su cinque il cibo, dice Frascarelli, è vissuto come una “cura/medicina”: basti pensare che gli alimenti a ridotto contenuto di lattosio sono cresciuti del 15% in un anno. Un altro settore in grande espansione è poi quello del biologico.

Insomma, questa continua e incessante rivoluzione del cibo crea interessanti opportunità per i nostri agricoltori che debbono cogliere l’occasione per esaudire le nuove richieste del consumatore.

Aggregarsi e informarsi di più

Ma per poterlo fare, gli agricoltori non debbono stare isolati dal mercato, come avviene ancora oggi, bensì collegarsi possibilmente in gruppi divisi per aree territoriali, con le industrie di lavorazione e di trasformazione per proporre produzioni mirate e tracciate sulla base di contratti di coltivazione remunerativi per entrambi le parti. Ancora una volta occorre insomma più informazione ma anche più apertura al cambiamento, come abbiamo sempre detto in queste pagine.

La proposta di Barilla per il Sud Italia

Un’ultima annotazione a proposito di Barilla, che gli agricoltori del Sud debbono tenere a mente per la prossima campagna cerealicola autunnale.

Il 21 febbraio scorso il gruppo di Parma ha presentato il nuovo accordo 2017-2019 con gli agricoltori del Sud Italia per la fornitura di grano duro Top Quality Aureo destinato alla pasta Voiello per oltre 130 mila tonnellate e di grano Svevo per 80 mila tonnellate. Prezzo di acquisto fissato per la varietà Aureo: 308 euro a tonnellata. Ma ci sarà ancora qualcuno che pensa di essere più furbo a non legarsi per tre anni… A buon intenditor, poche parole!

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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