Mais da trinciato: 70 quintali in più all’ettaro sulla minima lavorazione rispetto all’aratura

Mais da trinciato: 70 quintali in più all’ettaro sulla minima lavorazione rispetto all’aratura

600 quintali contro 530 quintali all’ettaro: nel PAG (Progetto Agronomico Globale) allestito nell’azienda di Alessandro Rossi a Castiglione delle Stiviere (Mantova), nonostante la siccità e le limitazioni alle irrigazioni imposte dal Consorzio di bonifica, il nuovo mais Pioneer P 2088 ha raggiunto un’ottima resa e ha manifestato di trovarsi assai meglio sul terreno gestito con la minima lavorazione rispetto alla tradizionale gestione con aratura ed erpicatura.

Il perfetto stato vegetativo del mais Pioneer 2088 nel PAG di Alessandro Rossi seminato su minima lavorazione con la seminatrice Kverneland Accord Optima HD.

Il perfetto stato vegetativo del mais Pioneer 2088 nel PAG di Alessandro Rossi seminato su minima lavorazione con la seminatrice Kverneland Accord Optima HD.

Il pacchetto innovativo dei mezzi tecnici impiegati

La lavorazione del terreno era stata effettuata dal coltivatore Kverneland CLC e la semina con la Kverneland Accord Optima HD. Oltre che al pacchetto meccanico con queste due attrezzature Kverneland di assoluta avanguardia, l’elevata resa raggiunta dal mais si deve anche a un percorso agronomico studiato appositamente per mettere alla prova moderni mezzi tecnici quali il nuovo conciante Sonido e il diserbante Adengo di BayerCropScience e i fertilizzanti a cessione controllata della linea One di Agrium.

Il pacchetto tecnologico, anche in un’annata che ha messo a dura prova le colture, ha consentito alle piante di mais di superare i momenti più difficili e di non andare mai in stress sin dalle prime fasi vegetative dopo la semina.

Spighe regolari e di grandi dimensioni testimoniano che la coltura non è mai andata in stress nonostante il caldo e la carenza di acqua.

Spighe regolari e di grandi dimensioni testimoniano che la coltura non è mai andata in stress nonostante il caldo e la carenza di acqua.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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