Minima lavorazione e aratura: secondo anno di confronto nel Pag dell’azienda Cavazzini

Minima lavorazione e aratura: secondo anno di confronto nel Pag dell’azienda Cavazzini

È partito il secondo anno del PAG (Progetto Agronomico Globale) di Kverneland Group Italia in collaborazione con Dekalb nell’azienda Cavazzini di Acquafredda (Brescia), dopo il successo dello scorso anno (vedi articoli). Anche quest’anno vengono messi a confronto aratura ed erpicatura, cioè le lavorazioni tradizionali, con la minima lavorazione effettuata con due attrezzature Kverneland: il coltivatore CLC per la minima lavorazione e il Kultistrip per lo strip-till, cioè la lavorazione a strisce.

Gli attrezzi per la minima lavorazione entrano direttamente su questo appezzamento che presenta residui colturali di mais, infestanti e ormaie causate dal passaggio della botte con il liquame suino.

Il Kverneland CLC al lavoro.

Ecco come si presenta il terreno dove ha lavorato il CLC, che risulta già pronto per la semina che verrà effettuata con una Kverneland Optima HD e-drive.

Le lavorazioni sono state effettuate nei primi giorni di marzo sugli stessi appezzamenti dello scorso anno, che verranno seminati con ibridi Dekalb e dove verrà applicato il sistema di gestione irrigua Aquatek.

Il Kultistrip a 4 file utilizzato per il PAG. Oggi la macchina è disponibile anche a 6-8 e 12 file.

Il Kultistrip lavora una banda di terreno dove poi verrà deposto il seme. Tra una striscia lavorata e la successiva, il terreno non viene toccato.

Sul terreno interessato al PAG, quest’anno è stata effettuata anche la mappatura del suolo con il sistema “a slitta” per individuare l’esatta tessitura nelle diverse aree dell’appezzamento. Questi dati relativi alla composizione del suolo, combinati con la mappa di produzione che verrà realizzata alla raccolta del mais, permetteranno nel 2018 di realizzare le mappe di prescrizione per effettuare poi la semina e la concimazione a dose variabile.

Qui di seguito, un video con le macchine al lavoro.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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